SALE L'ATTESA PER LA MESSA IN SICUREZZA DEI VERSANTI FRANATI

LAVENO MOMBELLO - 20.01.2015 - È tutt'altro che finita l'emergenza frane a Laveno. Emergenza che ha fatto registrare oltre 40 persone evacuate lo scorso mese di novembre. Mentre la maggior parte dei nuclei allontanati per sicurezza hanno fatto rientro nelle loro case, resta ancora fuori la famiglia Levati, mentre per altre famiglie sale la preoccupazione e l'attesa per la messa in sicurezza dei versanti. Per i Levati, la cui abitazione è stata sventrata dalla frana che purtroppo ha causato la tragica morte di due persone, a seguito del vasto franamento della collina Sironi, la villetta risulta seriamente lesionata, quasi "spostata" dalla furia di oltre 700mila metri cubi di terra e detriti che le sono precipitati addosso la notte di quel tragico sabato del 15 novembre scorso. Con molta probabilità si dovrà procedere a ricostruirla quasi interamente.

A chi toccherà sostenere gli oneri sarà decisione quasi certamente della magistratura che ha aperto un'indagine in merito. Nel frattempo la famiglia, dopo una prima sistemazione provvisoria, reperita dagli amministratori comunali, ha trovato un'altra abitazione, in attesa degli sviluppi delle indagini e dei relativi pronunciamenti. Per quanto riguarda la situazione in generale, pur in presenza di ordinanze di provvisorio rientro nelle rispettive abitazioni, su tutto il territorio pesa una sorta di spada di Damocle che con molta probabilità resterà ancora per diversi mesi prima del rientro alla normalità. La scorsa settimana ad esempio, a causa del forte vento, era stata decisa l'uscita precauzionale di una famiglia in zona Buonarroti. Una famiglia esasperata da questa situazione che ha dovuto così ricorrere ad una nuova ospitalità offerta dal Comune. Ma si è rischiata una nuova evacuazione anche nel fine settimana, a seguito delle piogge intense. Nella zona del Lavenese, secondo il grafico della centrale di monitoraggio della protezione civile, si sono superati i 70 millimetri. Se il carico fosse aumentato ancora, avrebbe avuto come conseguenza l'evacuazione di alcuni caseggiati, dove la situazione non è stata sanata del tutto. Per questo la zona viene tenuta sotto costante controllo, in attesa degli interventi di consolidamento delle pareti franate o a rischio di frana. Una situazione di estrema tensione, per chi ad esempio vive in una porzione della propria abitazione e si vede l'altra metà della casa ancora a possibile rischio e quindi non ancora ritenuta agibile e vivibile. Persone che hanno registrato solo una revoca parziale in attesa delle necessarie opere di contenimento e risanamento delle costruzioni, con tempi che si prospettano piuttosto lunghi.

e-max.it: your social media marketing partner

Registrati per commentare