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QUASI UN ANNO DI RITARDO PER I LAVORI A BY PASSARE IL PASSAGGIO A LIVELLO

LAVENO MOMBELLO – E’ ormai in ritardo di un anno il possibile e non ancora certo avvio dei lavori di realizzazione del discusso sottopassaggio ferroviario, che collegherà via Varese a via Ceretti a Laveno Mombello; lavori programmati per eliminare il passaggio a livello di Rfi sulla strada di ingresso e uscita dal centro in vista del potenziamento di Alp Transit. Annunciato per imminente a maggio, l’intervento non è ancora giunto alla fase finale della progettazione, nè si hanno notizie certe sul suo finanziamento. Nel frattempo, salvo slittamenti dell’ultima ora, sarebbe stata convocata per il 27 settembre la Conferenza regionale dei servizi per i Comuni del Varesotto, Milanese, Legnanese coinvolti nel progetto di Alptransit. Una conferenza durante la quale la Regione Lombardia potrebbe chiedere alle Amministrazioni comunali di presentare eventuali sollecitazioni e modifiche dei progetti già presentati. Per Laveno Mombello si riparlerà del progetto che prevede la realizzazione di un sottopassaggio di 7 metri che collegherà via Varese a via Ceretti. Peccato che non vi siano più i tempi per una verifica e approvazione del cosi detto “Progetto De Ambroggi” che prevede il collegamento fra via Varese e via XXV Aprile (quindi con la futura Sp 1)

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e l’ampliamento dell’attuale sottopasso ferroviario di RFI. Con una diramazione meno invasiva e senza abbattimento di abitazioni. Il ritardo “burocratico” potrebbe tuttavia determinare una situazione di estremo disagio per il medio Verbano, che con l’avvio di Alp-Transit, si troverà praticamente diviso da un passaggio a livello che, se lasciato funzionante, provocherà inevitabilmente continue e lunghe code di veicoli, con oltre 90 convogli ferroviari giornalieri e con treni merci lunghi sino a 750 metri, salvo che non venga tenuto completamente chiuso come vorrebbero del resto i tecnici delle ferrovie, che lavorano attorno al progetto di velocizzare la messa in funzione della la linea ferroviaria che collega i porti di Rotterdam e Genova e che proprio per evitare rallentamenti da una parte e permettere agli automobilisti di evitare i passaggi a livello che potrebbero causare soste molto lunghe e costanti. A Laveno Mombello i passaggi a livello sono tre: quello principale di via Varese (all’ingresso della cittadina), quello di viale Garibaldi (posto nel centro e sulla rete di Trenord) e quello di via Cavour, chiuso da mesi. Dei disagi di una chiusura del passaggio a livello di via Varese, ne sanno già qualcosa gli utenti della strada, quando a seguito dei lavori, per ben tre volte il passaggio a livello è rimasto chiuso a lungo e l’intero traffico è stato dirottato sulla inadatta via 25 Aprile, via sulla quale già pesa quotidianamente il transito dei circa 80 Tir diretti alla Cartiera Merati. Ma oltre alla questione delle incertezze sui tempi di avvio della vera fase procedurale, preoccupano poi i tempi di attuazione e assegnazione dei rispettivi appalti e che dire dei sofferti espropri, che non sono numeri ma persone che attendono di vedersi allontanare dalle proprie abitazione che saranno abbattute. Non da ultimo certamente le attese risposte sia per le adeguate misure di sicurezza per le gallerie e per l’abbattimento delle vibrazioni e dell’inquinamento acustico ricordando nel merito come la Corte di Cassazione, con una sentenza dell’ottobre 2016 conferma in merito che: “deve ritenersi corretta la decisione assunta dal Tribunale di Padova nella parte in cui, dopo aver operato un doveroso bilanciamento tra le esigenze della produzione e il diritto alla tranquillità della vita dei residenti, al fine di riportare le immissioni al di sotto della soglia della normale tollerabilità, aveva imposto a Trenitalia un sistema di oliatura periodica delle rotaie e degli impianti nonché la condanna al risarcimento del danno”. Infine resta il problema di risolvere i guai della viabilità cittadina di Laveno Mombello, visto che non si può certamente affermare che fatto il sottopasso il problema possa considerarsi archiviato, con il traffico che “piomba” in pieno centro su arterie inadatte. Il Comune non può essere lasciato solo (soprattutto dal lato finanziari) in scelte tutt’altro che facili da prendere ed è impensabile che una semplice rotonda posta in viale Garibaldi risolvi i problemi sia verso la Sp 69 in direzione di Castelveccana, che verso Sesto Calende o verso i traghetti della Navigazione Lago Maggiore.

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